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<title>Comune di Firenze</title>
<link>http://www.comune.fi.it</link>
<description>aggiornamento dei comunicati stampa dal comune di firenze</description>
<language>it</language>
<copyright>Copyright 2006, Comune di Firenze</copyright>
<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 18:14:30 GMT</pubDate>
<lastBuildDate>Mon, 06 Oct 2008 17:22:39 GMT</lastBuildDate>
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<managingEditor>f.bellacci@comune.fi.it</managingEditor>
<webMaster>f.bellacci@comune.fi.it</webMaster>

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<title>www.comune.firenze.it</title>
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<description>giglio firenze</description>
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<title>Nocentini (Prc): «Nuovo gruppo consiliare operazione che non cerca di risolvere la crisi della sinistra. Si ritagliano un piccolo spazio subalterno al partito maggioritario»</title>
<description>Questo il testo dell'intervento di Anna Nocentini, capogruppo di Rifondazione Comunista:

«La scelta di due consiglieri, eletti nelle liste del Partito della Rifondazione Comunista, di aderire, a pochi mesi dallo scioglimento del Consiglio, ad un altro gruppo consiliare di nuova formazione si espone e crea fertile terreno alla critica ricorrente della separazione tra rappresentati e rappresentanti.
Pur non esistendo il vincolo di mandato è evidente che esiste una questione morale legata al senso di responsabilità che sempre dovrebbe accompagnarci rispetto al mandato ricevuto dagli elettori. 
E' davvero inconcepibile che due consiglieri di Rifondazione, eletti su un programma e un candidato sindaco alternativo all'attuale maggioranza, non avvertano il dovere, l'obbligo di rispettare il mandato e che su scelte successive, ancorchè legittime, non procedano di conseguenza rimettendo il mandato elettorale. 
E' una questione di etica della politica che oggi vedo nuovamente calpestata, che dà spazio alla preoccupante critica sull'autoreferenzialità della casta. 
Vi è un secondo aspetto altrettanto rilevante: come è possibile che dopo una battaglia comune continua, ultima quella contro il Regolamento di polizia municipale, il risultato sia quello di aderire a questa maggioranza. Perché è evidente che il nuovo gruppo così formato, a prescindere dai contenuti, si colloca in maggioranza. 
Congratulazioni al sindaco: è riuscito a convincere chi siede questa aula, senz'altro più di quanto abbia convinto chi vive in città!
Le dichiarazioni che abbiamo letto "decideremo su ogni singolo atto", sono insufficienti sul piano della collocazione istituzionale, e inconsistenti sul piano politico laddove facciano intendere la rinuncia ad una valutazione complessiva degli atti sottoposti al Consiglio, che è per eccellenza sede politica e non un consiglio di amministrazione.
Non voglio neanche esimermi, a nome anche del Partito della Rifondazione Comunista, dall'affrontare la questione politica di fondo, di come cioè la sinistra risponde allo sconvolgimento del 13 e 14 aprile.
La disfatta elettorale, con la vittoria della destra dopo due anni di Governo dell'Unione, ha fatto crollare molte certezze ed ha generato spavento. La questione politica di fondo è come riprendere il difficile cammino dell'unità della sinistra partendo, e di questo siamo assolutamente convinti, dalla constatazione che operazioni politiciste e di vertice sono state sconfitte, facendo tesoro della lezione conseguente all'esperienza dell'Arcobaleno, vissuto dagli elettori come un cartello elettorale e di vertice e come tale respinto. Ma quanto viviamo oggi anche in questo Consiglio Comunale ci dice, al di là dei proclami, che viene nuovamente proposta un'operazione di ceto politico, tutta interna al Palazzo. Si ripetono dichiarazioni già lette nel passato di voler unire la sinistra basandosi esclusivamente sul tradimento del mandato elettorale ricevuto e cambiando la composizione dei gruppi e quindi delle forze politiche della sinistra. 
Un'operazione frettolosa, quasi a nascondere e negare la profondità della crisi della sinistra tutta, mentre dovremmo con modestia ammettere che non esistono soluzioni salvifiche. Infatti non è sufficiente né salvifico di per sè dire, per quanto riguarda il Partito e il gruppo che qui rappresento, "ripartiamo da Rifondazione" ma ancor meno salvifico è riproporre uno spazio politico "a prescindere dai contenuti" sempre e solo con il PD. 
Questa operazione non cerca nella sostanza di risolvere la crisi della sinistra, cerca di ritagliarsi un piccolo spazio subalterno al partito maggioritario.
La strada scelta dalla maggioranza del Partito della Rifondazione Comunista, per il quale l'unità della sinistra rimane questione di grande rilievo strategico, non è quella di inventare soluzioni di pochi vertici (istituzionali e funzionari) ma di ricomporre un rapporto con i soggetti sociali di riferimento e di costruire l'opposizione sociale.
Dal vulnus alla democrazia costituito dalla mancanza di rappresentanza parlamentare di molti uomini e donne nel nostro Paese discende la necessità di far emergere nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze l'opposizione al governo Berlusconi e alle politiche securitarie, che impoveriscono e affossano i diritti dei lavoratori, smantellano la scuola e l'università pubblica, riempiono il Bel paese di inceneritori e basi militari, garantiscono gli interessi dei forti contro i deboli.
Nella nostra città puntare a qualcosa di meno che a questo, a un percorso cioè che prescinda dai problemi concreti delle persone, che scavalchi la volontà e il desiderio di esprimersi e contare degli uomini e delle donne di sinistra, che pensi di risolvere simili questioni con la creazione di un nuovo soggetto politico, che si attesti sulla proclamazione della novità scomponendo le forze organizzate e pesticciando la realtà e il dibattito esistente in città… è il peggior servizio che si possa fare alla prospettiva della sinistra; è al contempo il miglior regalo che si possa fare al Partito Democratico, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, in una posizione di subordinazione preventiva quando non di opportunismo.
Noi proseguiamo questo difficile cammino, questa sfida alta che parla di uscire dalla crisi in basso a sinistra, anche a Firenze partendo da un giudizio netto: la città ha perso 150.000 abitanti eppure l'emergenza abitativa è dirompente e i sindacati dell'inquilinato accusano l'Amministrazione di avere ben 180 appartamenti ERP vuoti non consegnati per mancanza di manutenzione. Ripetute sono state le nostre interrogazioni: ma cosa avete fatto dei milioni di euro dei proventi dai canoni e perché non li avete subito destinati, come vorrebbe la legge, a rendere disponibili immediatamente questi alloggi. Ma quanti alloggi avete costruito o comprato per l'ERP per misurarvi su quello che nuovamente è l'emergenza in città, la negazione di un diritto prioritario. 
Davvero vi basta finire il mandato con 360 nuovi appartamenti ad affitto convenzionato (600 euro al mese, per soli otto anni, e poi si vedrà) e la previsione di 40 alloggi ERP?
Davvero non inquieta la gestione di un'opera pubblica strategica come la tramvia rispetto alla quale le sofferenze e i disagi sono stati moltiplicati per anni, di cui non si vede la fine, e di cui costantemente la popolazione interessata dai lavori non è stata avvertita, tutelata, ecc. ?
Davvero non inquieta che in presenza di un'inchiesta della magistratura sull'inquinamento della Piana di Castello e sull'insufficienza degli interventi previsti per riportare a norma i livelli di inquinamento (a norma, non sotto la norma!) si continui foglia dopo foglia a caricare questa area di carichi inquinanti?
 Ben venga lo stadio se eliminerà l'inceneritore e bloccherà l'aumento delle attività di atterraggio e decollo dell'aeroporto. 
Non è davvero inquietante non porsi l'obiettivo di costruire un progetto alternativo per la città che ponga come discrimine la vita in città, della città, consegnata invece solo alla rendita fondiaria e parassitaria? 
Ancora oggi sulle cronache locali si legge dell'impossibilità dei piccoli esercizi commerciali di esercitare non per indisponibilità a farlo ma per il costo insostenibile degli affitti. Lo si nega per giovani, meno giovani, per artigiani o commercianti, lo si nega per tutti quei soggetti che dal lavoro possono sperare in una vita dignitosa. E così Firenze è sempre più consegnata alla moltiplicazione di esercizi senza anima nè qualità, con orari impossibili per chi vi lavora, proprio per mantenere la rendita.
Di un cambio di passo ci sarebbe bisogno, che risponda a bisogni elementari e contemporaneamente strategici come casa, lavoro qualità degli spazi comuni: niente è stato fatto in questo anni in questo senso, molto nella direzione opposta, eppure tutto questo non conta per chi ha deciso di abbandonare questo difficile terreno e mettersi sotto l'ala protettiva di una maggioranza che nella città non cresce in consensi.
Infine, un'ultima considerazione sulle forme della politica, tema che prima di trattare di forme organizzative e di relazione fra soggetti collettivi, deve misurarsi con le relazioni personali che gli uomini e le donne agiscono fra loro. 
Accanto alla amarezza personale, che non nego, per la scelta dei due consiglieri eletti nelle liste di Rifondazione Comunista, denuncio la violazione di rapporti anche da parte di altri colleghi dei gruppi coinvolti in questo nuovo assetto, colleghi che si sono sottratti a un minimo di informazione, ed hanno rifuggito un confronto di merito, comportamento che non posso non ascrivere alla debolezza delle loro convinzioni e alla povertà del loro animo».



(fn)</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 17:22:39 GMT</pubDate>
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<title>Università, Donzelli (AN-Pdl): «Proteste preventive per tutelare la casta»</title>
<description>«Il Ministro Gelmini che ha portato una ventata di efficienza e trasparenza nella scuola, terrorizza la "casta" accademica. Se la scuola stava rischiando di trasformarsi in un ammortizzatore sociale, l'università italiana rappresenta da tempo la palude della meritocrazia, le sabbie mobili dell'efficienza e la negazione della trasparenza». E' quanto sostiene il consigliere Giovanni Donzelli (AN-Pdl), presidente nazionale di Azione Universitaria e componente l'esecutivo nazionale di AN-PDL.
«La casta accademica, autoreferenziale e scelta per cooptazione - ha aggiunto L'esponente del centrodestra - vede come fumo negli occhi l'ipotesi che in Italia si scoperchi la pentola dei privilegi accademici. Per questo pochi e potenti professori stanno manovrando gruppetti di studenti un po' ruffiani e molto faziosi nell'occupare le facoltà e ad inventare proteste. Si tratta solo di proteste preventive, di messaggi intimidatori al Governo».
«Invitiamo il Ministro Gelmini - ha aggiunto Donzelli - a non farsi intimidire e ad aggredire la casta accademica il prima possibile, per ridare trasparenza e credibilità all'Università italiana. Le falsità si moltiplicano, ma la verità è una sola: il fondo per il finanziamento ordinario non ha subito nessun taglio per l'anno in corso e il Governo non prevede minimamente la privatizzazione dell'università. I peggiori tagli negli ultimi anni ai fondi universitari l'hanno attuati il Governo Prodi e il Ministro Mussi, dove erano i collettivi e i ricercatori precari? Il Governo in carica ci auguriamo inizi il prima possibile a razionalizzare le spese dell'università italiana, a tagliare gli sprechi, a licenziare i professori assenteisti e a pretendere trasparenza nei concorsi e nella gestione dei fondi statali. Un minuto dopo aver ripulito l'Università italiana dai privilegi della casta e dagli sprechi, però, sarà necessario investire maggiori risorse per l'alta formazione, la ricerca e l'università anche attraverso una maggior collaborazione con il sistema produttivo senza mai far venire meno il ruolo fondamentale dell'università pubblica italiana». 
«La faziosità di certe proteste squalifica chi le attua - ha concluso - l'esempio più calzante è quanto avvenuto per le scuole di specializzazione. Nei giorni scorsi abbiamo visto picchetti di aspiranti insegnanti protestare sotto il Ministero della Gelmini per l'inserimento in graduatoria del nono ciclo delle SSIS, peccato che l'esclusione dalla graduatoria era stata causata da Fioroni e la Gelmini avesse invece appena risolto il problema inserendo giustamente anche l'ultimo ciclo regolarmente in graduatoria». (fn)</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 17:08:50 GMT</pubDate>
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<title>La Sinistra: «Bene lo stop alle rimozioni delle bici. Stanziamo subito i fondi per le 6mila nuove rastrelliere»</title>
<description>«Apprendiamo dalla stampa che sono sospese le rimozioni indiscriminate di biciclette. La cosa ci rallegra e crediamo che a questo obiettivo abbiano contribuito le mobilitazioni dei molti ciclisti, la manifestazione dello scorso 27 settembre ed anche l'approvazione, da parte del consiglio comunale il 22 settembre scorso di un'apposita mozione». E' quanto hanno dichiarato i consiglieri del gruppo "La Sinistra".
«Questa mozione chiariva, se ce ne fosse stato bisogno - hanno aggiunto - che le rimozioni ai sensi del codice della strada o del regolamento di polizia urbana potevano essere effettuate soltanto in caso di reale intralcio alla circolazione pedonale e ciclabile o di sosta ad elementi di arredo urbano a ridosso dei monumenti cittadini. 
Attendiamo ora di conoscere ai sensi di quali disposizioni locali o nazionali sono state effettuate le rimozioni in viale Mamiani ed in piazza dei Ciompi ed in base a quali disposizioni erano in programma le rimozioni presso la stazione di Campo di Marte».
«Visto il numero rapidamente crescente di ciclisti - hanno concluso i consiglieri de La Sinistra - confermato anche dalle stime sui flussi delle due ruote agli ingressi nel centro storico delle due ruote, torniamo a sottolineare l'urgenza di installare nuove rastrelliere. La mozione approvata impegna la giunta ad installare 6mila nuove rastrelliere entro i prossimi 6 mesi, prevedendo un apposito stanziamento in bilancio. La Sinistra si impegnerà a prevedere quanto prima un aggiustamento al bilancio per reperire la somma richiesta: si tratta di appena 386mila euro per acquistare da Sas 858 nuove rastrelliere capaci di ospitare 6006 biciclette».

Questo il testo della mozione approvata dal consiglio comunale approvata lo scorso 22 settembre:

Mozione "Per una città accogliente nei confronti delle biciclette" 
Proponente: Commissione Ambiente, Mobilità e Qualità urbana 
IL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZE 
VISTO 
il crescente utilizzo della bicicletta a Firenze e nei Comuni contermini; 
il contributo fondamentale dato dall'utilizzo della bicicletta alla riduzione del traffico, delle emissioni in atmosfera ed alla lotta all'inquinamento; 
RITENUTO 
di primaria importanza sostenere lo sviluppo della mobilità ciclabile a Firenze nell'area fiorentina; 
RITENUTO 
che questo possa essere portato avanti attraverso il potenziamento delle reti di viabilità ciclabile da rendere continue ed opportunamente raccordate tra loro con i Comuni limitrofi, attraverso un'idonea segnalazione dei percorsi ciclabili, l'estensione delle aree pedonali e ciclabili, l'individuazione di assi di attraversamento rapidi per le biciclette nei quartieri e nel centro storico, il potenziamento del servizio di interscambio ferro/bici con l'estensione della possibilità di caricare la bicicletta sui treni e sulla tramvia, l'attivazione di un servizio di noleggio rapido e capillare di biciclette sul modello del parigino Velib, ma anche attraverso la collocazione di un idoneo numero di rastrelliere; 
RITENUTO 
che la dotazione di rastrelliere in città sia cresciuta in quantità e qualità negli ultimi anni ma che rimanga ancora ampiamente al di sotto delle necessità come dimostra il fatto che le rastrelliere sono quasi sempre tutte occupate; 
che talvolta la mancanza di rastrelliere causa il parcheggio delle biciclette in luoghi non consoni, finendo così per danneggiare altri utenti deboli della strada (pedoni, portatori di handicap, carrozzine) e per violare apertamente il codice della strada; 
VISTE 
le notizie riportate dalla stampa relativamente ad un aumento delle rimozioni delle biciclette parcheggiate in sosta vietata rispetto agli anni precedenti, poi ampiamente smentite dall'amministrazione comunale, che hanno comunque creato forti preoccupazioni da parte dei ciclisti; 
VISTO 
che le stesse associazioni di ciclisti appaiono concordare sul divieto di sosta a ridosso dei monumenti, 
IMPEGNA LA POLIZIA MUNICIPALE 
nello svolgimento del proprio compito di rimozione delle biciclette che violano le disposizioni del Codice della Strada (come ad esempio la sosta con aggancio ai parapedonali che causa difficoltà a chi cammina sul marciapiede) a proseguire la pratica di agganciare alla bicicletta un tagliando di avviso che la stessa sarà rimossa e rimuoverla, salvo nei casi urgenti, due settimane dopo 
nella fase iniziale di applicazione del regolamento di Polizia Urbana ed in attesa dell'installazione di nuove rastrelliere, a far precedere la rimozione delle biciclette ai sensi del regolamento Comunale dall'apposizione dello stesso tagliando di avviso previsto per le violazioni al Codice della Strada che avvisi che la stessa sarà rimossa e a rimuoverla, salvo nei casi urgenti, due settimane dopo 
ad installare in prossimità delle barriere di protezione dei monumenti dove sono state effettuate le circa 25 rimozioni di biciclette (Piazza Duomo intorno al Duomo ed al Battistero, Piazza Ss. Ma Annunziata intorno alla fontana) in forza del nuovo regolamento di Polizia Urbana recentemente approvato, un cartello multilingua non invasivo che ribadisca che non è consentito il parcheggio di biciclette 
a garantire l'applicazione della norma prevista dal regolamento di Polizia Urbana nel rispetto della sua lettera, procedendo alla rimozione delle biciclette da barriere di protezione di monumenti, altri elementi di arredo urbano solo nel caso di reale intralcio alla circolazione pedonale e carrabile 
IMPEGNA ALTRESI' IL SINDACO E LA GIUNTA 
a realizzare entro i prossimi 6 mesi adeguate iniziative tese ad ostacolare i furti di biciclette che prevedano anche la possibilità di identificare i propri velocipedi al fine di dimostrare la proprietà e a dare adeguata pubblicizzazione a tale iniziativa 
a predisporre entro 60 giorni un piano di potenziamento delle rastrelliere capace di installare nei prossimi 6 mesi almeno 6000 nuove rastrelliere in città predisponendo se necessario opportune coperture di bilancio e provvedendo a dare una adeguata informazione sulla loro collocazione anche tramite la rete civica comunale.</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 15:16:59 GMT</pubDate>
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<title>La presidente Agostini alla presentazione del libro 'Occhio alle merendine'</title>
<description>Questo pomeriggio Susanna Agostini, presidente della commissione politiche sociali e della salute, interverrà alla presentazione del libro 'Occhio alle merendine' di Gabriele Buracchi. 
«Chi è grasso da piccolo rischia di essere un malato precoce da adulto - ha sottolineato la presidente Agostini - per molti genitori "grasso è bello" ed è segno di buona salute ma le cose non stanno così. Anche i piccoli vanno educati a una corretta alimentazione. Basta aprire il frigorifero di casa di molte famiglie per capire che i problemi ci sono. Dentro troviamo in abbondanza barattoli di Nutella, burro, bibite dolci, colorate e gassate. Tutta questa roba, assieme a patatine e merendine, è "junk food", cibo spazzatura che non andrebbe mangiato».
«Ma non è solo questo il problema - ha commentato la presidente della commissione sanità - i bambini stanno molte ore davanti alla televisione. Davanti agli occhi gli passa in media uno spot ogni cinque minuti. E uno spot su tre pubblicizza sempre quello: merendine, dolcetti, cioccolatini. Oltre alla quantità di spot sugli alimenti ipercalorici a costituire un problema c' è anche il tipo di messaggio veicolato. In altri paesi, per esempio la Francia, gli spot servono anche a fornire una corretta informazione alimentare. Da noi no: in Italia molti spot non vendono cibo, vendono felicità. E tutto questo nonostante l'Italia sia tra i pochi stati europei a possedere contemporaneamente regolamenti in materia di pubblicità, organismi per la tutela dei minori, fasce orarie pomeridiane protette e autoregolamentazioni». 
L'iniziativa avrà inizio alle 17 e si terrà nella Sala Grande della Biblioteca delle Oblate, in via dell'Oriuolo 26. (fn)</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 13:40:38 GMT</pubDate>
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<title>Formigli, Di Giorgi, Barducci e Billi (PD): «Con 'La Sinistra'comune bagaglio di esperienze e valori. Insieme per garantire un futuro positivo a Firenze»</title>
<description>Questo il testo dell'intervento del capogruppo del Partito Democratico Alberto Formigli, della vicecapogruppo Rosa Maria Di Giorgi, del segretario metropolitano del PD Andrea Barducci e del segretario cittadino Giacomo Billi: 

«La costituzione del nuovo gruppo "La Sinistra" è un buon auspicio per la costruzione, nel panorama politico cittadino e nazionale, di un soggetto plurale ed unitario a sinistra che consenta di rendere più ampio il fronte di opposizione al centrodestra sul piano nazionale e incisiva l'azione di governo del centrosinistra in città. 
Il PD è da subito disponibile al confronto sui temi cittadini e nazionali con l'obbiettivo di dare un futuro alla coalizione di centrosinistra che ha governato la città. 
Il PD ha scelto il metodo delle primarie come sistema di selezione dei candidati alla carica di Sindaco e il processo avviato consentirà alla città di esprimersi e partecipare ed agli stessi candidati di proporre le proprie specificità all'interno del programma politico del nostro partito che ci auguriamo possa essere condiviso ampiamente dalla coalizione di centrosinistra. Tale fase rappresenta nel dibattito politico cittadino una novità di tale portata che può lasciare disorientati ma certo consente di apprezzare il livello di partecipazione democratica ed il confronto di idee e personalità, a fronte di un centrodestra che resta seduto in seconda fila incapace di contrapporre anche una pur timida iniziativa politica di confronto con la città. 
La scelta prioritaria di ripartire dalla coalizione è la dimostrazione del senso di responsabilità messo in campo a Firenze dal PD che ha consentito di aprire, già dalla scorsa settimana, un confronto sul programma politico di coalizione con le forze politiche dell'attuale maggioranza di centrosinistra e l'Italia dei Valori. 
E' con questa volontà che salutiamo il gruppo de La Sinistra sicuri che abbiamo un comune bagaglio di esperienze e valori e potremo insieme garantire un futuro positivo a questa città».

 

 

(fn)</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 13:26:12 GMT</pubDate>
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<title>Razzanelli (Udc): «Un sindaco che non ama Firenze e la democrazia»</title>
<description>Questo il testo dell'intervento di Mario Razzanelli, capogruppo dell'Udc:

«E' preoccupante che ci sia un Sindaco così poco rispettoso delle regole della democrazia che arrivi ad affermare di aver vinto il referendum del 17 di febbraio adducendo che solo due fiorentini su dieci avrebbero votato contro la tramvia in Piazza Duomo che in realtà sono quasi tre se si escludono gli stranieri. E con un salto degno di un saltimbanco conclude che otto su dieci sono favorevoli. La verità è un'altra. Il referendum lo ha perso lui brutalmente nonostante l'impegno del partito, delle Coop, delle pseudo associazioni ambientaliste che hanno ubbidito agli ordini del partito ed il richiamo all'ordine dei vari big del partito da Veltroni a Rutelli chiamati in difesa di un progetto che nemmeno conoscevano. Ma se valesse il ragionamento di Domenici, lui stesso dovrebbe dimettersi immediatamente dalla carica di sindaco perché nel 2004 al ballottaggio è stato votato solo da tre cittadini su dieci ed io avrei vinto il referendum sul 'Mostro "di Gavinana" perchè meno di tre cittadini su dieci erano favorevoli alla Coop. Mi dica Domenici quando è che si vince. Ma la verità è un'altra: quello sul "mostro" di Gavinana è stato perso, mentre è stato stravinto quello sulla tramvia che per la prima volta diviso la sinistra a Firenze e portato a disubbidire agli ordini il 40% degli elettori di sinistra. Tanto è vero che i lavori delle linee 2 e 3 sono sostanzialmente fermi ed i fiorentini, se lo metta bene in testa Dmoneici, gli impediranno di far passare il treno in piazza Duomo e nella città.
Le soluzioni alternative ci sono ed il sindaco lo sa benissimo solo che non le ha mai volute prendere in considerazione. 
Matura sempre di più ogni giorno che passa la necessità di una lista civica che fermi il "sacco " di Firenze programmato da questa amministrazione. Una lista civica trasversale su un programma preciso e concreto per risolvere i problemi della città, compreso quello legato alla realizzazione della tramvia. 
Con Renzi , Pistelli, e Cioni la musica non cambierà. Tutti e tre vorrebbero rappresentare il nuovo che avanza, ma fanno parte organica di un maggioranza che ha gestito e gestisce in modo catastrofico questa città. Ma dove erano in questi ultimi quindici anni per impedire che il centro di Firenze si svuotasse di 100.000 fiorentini sostituiti da 100.000 buche che fanno concorrenza ad un groviera svizzero? E dove erano i loro partiti che sono al governo di Firenze? Hanno appoggiato e sostengono, contro la volontà dei fiorentini, scelte come la tramvia in piazza Duomo e tengono all'oscuro la città su un progetto come il sottoattraversamento dell'alta velocità ancora più invasivo, costoso ed inutile della tramvia.
Con lo pseudo bagno di democrazia delle primarie stanno provando ad ipnotizzare i propri elettori cercando di farli dimenticare la dura realtà che è ormai sotto gli occhi di tutti di una Firenze che si allontana sempre di più da chi ci vive. Con questi uomini la città continuerà a degradare esattamente come è accaduto nei quindici anni precedenti. Altrimenti se ci fosse veramente la volontà di cambiare la coerenza gli imporrebbe di dimettersi in blocco. Solo allora potrebbero diventare credibili.
 



(fn)</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 10:14:29 GMT</pubDate>
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<title>Nocentini e Bicchielli (Prc): «Opera di divisione la scelta dei due consiglieri di abbandonare il nostro partito. Rafforzano una linea politica moderata»</title>
<description>Questo il testo dell'intervento, di sabato 4 ottobre, di Anna Nocentini, capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista e di Claudio Bicchielli, segrertario provinciale del Prc: 

«La scelta di 2 consiglieri del Partito della Rifondazione Comunista, di dar vita, all'interno del Consiglio Comunale di Firenze, insieme ad altri, al Gruppo de 'La Sinistra', abbandonando quindi il Partito, ci mette di fronte a chi, con la motivazione di unire la sinistra, compie ancora una volta opera di divisione e frazionamento. 
Una scelta ancor più grave poiché va a rafforzare una linea politica moderata, rinunciando ad un progetto autonomo e competitivo rispetto alle scelte politiche del PD, proprio nel momento in cui stanno esplodendo tutte le contraddizioni e monta l'avversione di settori sempre più ampi della popolazione di Firenze, rispetto alle scelte dell'amministrazione compiute in questi anni. I provvedimenti sulla sicurezza, che hanno fatto da apripista a quelli del Governo Berlusconi, l'inceneritore, l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola, le modalità di realizzazione della tramvia, i mega progetti socialmente e ambientalmente impattanti nell'area di Castello, il sottoattraversamento di Firenze etc.etc. 
Amareggia la scelta di compagni che hanno fatto della lotta al razzismo e a tutti i provvedimenti securitari, una battaglia di civiltà, di aggregarsi oggi ad una maggioranza che sul tema ha prodotto un regolamento comunale tra i più arretrati e oscurantisti d'Italia.
Mettersi sotto l'ala protettrice del PD, magari con il ruolo di grillo parlante di collodiana memoria, accodarsi nella sterile discussione sul 'toto sindaco' a prescindere da qualsiasi confronto programmatico, significa fare una scelta subalterna e al tempo stesso lacerante e non aggregante anche verso tutti quei soggetti della sinistra che si apprestano ad elaborare e discutere proposte per Firenze. 
Ancora una volta un'operazione di ceto politico costruita e realizzata solo nei meandri del palazzo, che non tiene conto di quanto si sta muovendo in città».




(fn)

</description>
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<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 10:05:42 GMT</pubDate>
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